Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Borzumato Sabato 31 ottobre 2020
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Borzumato Francesca , Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani: Presentazione del volume: “Revirescunt chartae, codices documenta textus. Miscellanea in Honorem Fr. Caesaris Cenci OFM”, in Antonianum, 77/2 (2002) p. 407-408 .

Il 6 maggio 2002 nell’aula “S. Francesco” del Pontificio Ateneo Antonianum si è svolta la presentazione dei due tomi della Miscellanea in onore di padre Cesare Cenci, promossa dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani del Pontificio Ateneo Antonianum e dai Frati Editori di Quarcchi-Grottaferrata.

Padre Alvaro Cacciotti, Preside della Scuola, ha preso la parola presentando i relatori e ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera edita come n. 5 nella collana “Medioevo” delle Edizioni Antonianum e, offerta nell’occasione, al padre Cenci. Un grazie particolare è stato rivolto ai 32 autori dei contributi –colleghi, amici e discepoli, molti dei quali presenti- che hanno voluto onorare la magistrale attività del padre Cenci.

Sono seguite le parole di padre Giacomo Bini, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, che ha ricordato che “è bello invecchiare, quando non si è finito di imparare”. Egli ha espresso la gratitudine di tutto l’Ordine per il lavoro svolto dal padre Cenci e ne ha tracciato un ritratto esaltando in particolare tre sue virtù, cioè la fedeltà alla vocazione e all’impegno di studio; la serietà che richiede disciplina; la profondità nella passione della ricerca.

E’ stata quindi la volta del padre Marco Nobile, Rettore del Pontificio Ateneo Antonianum, che ha sottolineato l’orgoglio dell’Ateneo nel promuovere una tale iniziativa e che da biblista, ha definito padre Cenci “sapiente”, ovvero colui che si dà alla scienza senza stancarsi e che arriva al mistero della vita. Egli rappresenta la felice coniugazione del francescano e dell’esperto ricercatore.

Padre Mario Favretto, Provinciale del Veneto, ha ricordato come padre Cenci si sia già distinto da giovane, inviato prima a Quaracchi e poi a Grottaferrata. Lo ha elogiato per l’attività che lo rende un “grande” nell’Ordine e contemporaneamente per la provocatoria sobrietà, per quei tratti umili e riservati che ne fanno un vero figlio di San Francesco.

Dopo aver ricordato alcune tappe importanti (dal 1959 al 1971 a Quaracchi; dal 1971 ad oggi a Grottaferrata), il padre Carlo Paolazzi, Coordinatore dei Frati Editori di Quaracchi-Grottaferrata, ha offerto un simpatico piccolo ritratto domestico dell’austero ricercatore, mettendo in luce, con retorica spigliata e divertenti aneddoti, l’attività scientifica riassunta in tre oggetti ben precisi (i raccoglitori di schede, la macchina da scrivere e gli scaffali della biblioteca del Collegio) e la quotidiana vita con i confratelli.

Il prof. Attilio Bartoli Langeli, ultimo dei relatori, ha avuto il compito di illustrare la figura del padre Cenci e i due tomi della Miscellanea. In particolare ha messo in luce il curriculum studiorum di padre Cenci, la cui prima pubblicazione risale al 1962 in Archivum Franciscanum Historicum. Quattro grandi opere fanno parte della produzione: il volume del 1971 sui manoscritti della Biblioteca di Napoli; quello del 1974-76 sulla documentazione di vita assisana; nell’1981 la “Bibliotheca Manuscripta ad Sacros Conventos Assisienses; il supplemento al Bullarium Franciscanum del 1991.

In ogni suo lavoro si ammira sempre la metodologia, tale che si adatta all’opera; così, per esempio, nel volume sulla documentazione di vita assisana, egli ha inventato una metodologia veloce e puntuale, in seguito imitata. Vi sono un’altra ottantina di opere, il cui pregio caratteristico è che in nessuna c’è una parola in più del necessario!

E allo stesso modo, esaminando la titolistica, ci si rende conto che essendo sobria e diretta, rispecchia il suo autore, se si eccettua un titolo che recitava ironicamente: “Nuova luce e altra confusione…”. Per quanto riguarda l’attività vi sono due caratteristiche fondamentali, cioè il periodo di cui si è occupato (dal 1300 al 1530, periodo poco studiato e terra di nessuno tra medievisti e moderni) e l’attenzione all’inedito.

Giunto a questo punto, il prof. Bartoli Langeli, si è chiesto se i due volumi fanno fede a chi omaggiano. C’è da notare innanzitutto che non era facile inserire i contributi nelle tre sezioni dell’opera e che la loro lunghezza è piuttosto varia. La maggior parte di essi verte sui manoscritti e in particolare sulla codicologia francescana. In ciò, come anche nel dare rilevo ad alcune figure (basti citare Ugo di s. Cher) vi è concordanza con l’attività del Cenci, senza contare che alcuni interventi s’incentrano su testi inediti. Di conseguenza, ottengono a pieno titolo lo scopo di una libera miscellanea e sono un bell’omaggio al Cenci ricecatore, riflettendo sobrietà e franchezza.

Invitato a prendere la parola, padre Cenci, ha ringraziato tutti i presenti e tutti coloro che hanno contribuito ai due volumi. Un particolare ricordo lo ha dedicato ai suoi giovani studenti della “Scuola Medievale” dell’Antonianum, ai quali ha dedicato questi ultimi anni di insegnamento. Di seguito ha prospettato il futuro programma, ricordando che “bisognerà ammmainare le vele ed accontentarsi andare di porticciolo in porticciolo… fino alla meta”.

I progetti prevedono la stampa dei volumi del supplemento al Bullarium Franciscanum degli anni 1378-1484, lo studio dei fragmenta delle costituzioni prenarbonensi, i sermoni di fra Bindo da Siena con un ulteriore lavoro sulla biografia e i suoi volgarizzamenti.

Egli ha concluso il suo intervento costellato di sobrietà ed ironia, chiosando che “l’uomo propone, Dio dispone”.

 

 


 
 
 
 
 
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