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Rivista Antonianum
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Foto Micacci Alviero , Miscellanea: Ģ I monti portino pace al popolo ģ, in Antonianum, 56/4 (1981) p. 804-806 .

N.M. Waldman ha illustrato con paralleli mesopotamici alcuni testi della Bibbia che alludono alle ricchezze delle montagne e del mare: vegetazione (Ez 17,23; 36,8; Sai 72,16), metalli (Deut 8,9) e altri beni (Gioe 4,18; Am 9,13; Sai 72,3; Deut 33,15; 5,19) C). Sor­prende che l'autore non accenni a Giob 28,1-11 dove si parla della ricerca dei minerali nelle rocce dei monti e nelle sorgenti dei fiumi (2). Si potrebbe anche aggiungere Giob 37,22a missàpón zàhàb ye'teh « dal Safon viene l'oro » (3) e Giob 40,20a ki *yebùl (4) hàrlm yis'ù-lò « poiché il loro prodotto i monti porteranno a lui » (Behemot) (5).

Nei testi biblici, come in quelli mesopotamici, i monti vengono sia presentati oggettivamente come sede di cose preziose, sia perso­nificati come « portatori » di esse. Ricordiamo Sai 72,3a « i monti portino (yis'ù) pace al popolo ».

Anche l'Egitto presenta una concezione simile. Fin dai tempi re­moti della loro storia, gli Egiziani avevano condotto spedizioni verso terre lontane per estrarre metalli e pietre preziose (6) e quindi sape­vano bene che le montagne sono sede di tesori (7).

Nel cortile di Ramesse II (XIX dinastia, e. 1290-1224) del tempio di Luqsor è raffigurata la processione di 31 regioni minerarie che portano tributi al faraone (8). Ognuna di esse è rappresentata da una figura che ne reca il nome ed è accompagnata da un'iscrizione il cui schema è il seguente:

dd mdw in dw n ... n ... yy.n.(.i) in(.i) n.k ...

« Parole della montagna di N.N. a (Ramesse II) : — Sono venuto per portarti  (metalli, pietre preziose in grande quantità — ».

La processione è introdotta dal dio Thot che fa un discorso di presentazione al faraone.

Questa raffigurazione è in qualche modo la traduzione plastica dell'immagine biblica dei monti che portano pace al popolo (Sai 72,3) e cibo a Behemot (Giob 40,20). Si ricorderà anche il noto testo uga-ritico sui monti che recano argento, oro e pietre preziose per il pa­lazzo di Baal (9). Si può notare che in tutti i casi le montagne recano le loro ricchezze a un personaggio importante su incarico divino: a Ramesse II per ordine del dio Thot; al popolo, grazie al re, come un dono di Elohim; a Behemot che è « l'inizio delle vie di El » (Giob 40,19); a Baal per comando del dio supremo El.

Questo potere divino sugli elementi della natura viene attribuito allo stesso Ramesse II dalla stele di Kuban (10). Essa racconta come il faraone riuscì a scavare una sorgente nelle montagne di Ikita, dove l'oro era particolarmente abbondante. Nella lode iniziale che accompagna il nome e i titoli del faraone leggiamo (linea 6):

pr nbw m dw hr rn.f mi it.f hr nb b'k'

« (Ramesse II) al cui nome l'oro sale dalla montagna come (al nome di) suo padre Horo, signore di Baka ». Poco più avanti (linee 17-18) i consiglieri lodano il faraone dicendo:

ir dd.k n mw mi hr dw

pr nnw 's m-s' r.k

« Se dici all'acqua: — Vieni sul monte! —, l'oceano sale in fretta a seguito della tua parola ».

E poi (linee 21-22) si sottolinea che questo potere viene al farone dalla preghiera:

ir dd.k ds.k n it.k h'py it ntrw

imi bs mw hr-tp dw

iw.f r irt mi ddt.n.k nb(t)

« Se dici tu a tuo padre Hapi (il Nilo), padre degli dèi: — Fa che l'acqua zampilli sopra il monte! —,egli farà secondo tutto ciò che hai detto ».

Viene in mente la parola di Gesù: « Abbiate fede in Dio. In ve­rità vi dico: Se uno dirà a questo monte: — Levati e gettati nel mare! —, e non dubiterà nel suo cuore ma crederà che quanto dice avviene, lo otterrà » (Marco 11,22-23).


 
 
 
 
 
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