Inizio > Pubblicazioni > Cenci Martedì 12 novembre 2019

Informazione sulla pubblicazione:
«Lectio Magistralis». la nuova edizione delle Costituzioni Generali dell'Ordine dei Frati Minori (secolo XIII)

 
 
 
Foto Cenci Cesare , «Lectio Magistralis». la nuova edizione delle Costituzioni Generali dell'Ordine dei Frati Minori (secolo XIII), in Antonianum, 82/2 (2007) p. 389-392 .

In vista dell’ottavo centenario della fondazione dei Frati Minori, tra gli altri progetti del nostro Ordine, il Definitorio generale decise anche una nuova edizione delle Costituzioni Generali dell’Ordine, e perciò il giorno 9 luglio 2004 exiit edictum a nostro Caesare Augusto ut describerentur omnes Constitutiones Generales Ordinis Fratrum Minorum, la cui esecuzione era affidata a fr. Romain Mailleux (già professore di diritto francescano nell’allora Ateneo Antoniano), con l’invito di scegliersi gli opportuni collaboratori.  Il 7 novembre 2004 frate Romain rispose lietamente al Ministro Generale frate José Rodriguez Carballo di aver trovato (come mulo da lavoro, pardon) come collaboratore frate Cesare Cenci (che si piccava di leggere scritture medioevali e che aveva già edito Costituzioni Generali e Provinciali).  Questi però aveva già fissato di incoronare la sua carriera di ricercatore occupandosi della biografia del B. Pietro Pettinaio, perché poi lo introducesse nel regno dei cieli; (quanti disastri produce la santa obbedienza!).

1. Edizioni delle Costituzioni del sec. XIII fino a questo momento

A questo punto la situazione delle costituzioni a stampa è la seguente. – Le Costituzioni Narbonesi del 1260 erano state stampate dal Gesuita Francesco Ehrle, poi nell’Opera Omnia di S. Bonaventura e infine da Michele Bihl nell’AFH, da cui anche Andrea Boni trasse il testo che stampò con versione volgare presso la Città Nuova Editrice. – Le Costituzioni Assisane del 1279 erano state scoperte e edite dal Conventuale Giuseppe Abate nella Miscellanea Francescana e dal Bihl in appendice ai singoli capitoli delle Narbonesi per quanto ne differivano. Le Costituzioni Parigine del 1292 erano state edite dall’Ehrle in nota ai singoli capitoli delle Narbonesi, e dal Bihl in appendice ai singoli capitoli delle Narbonesi per quanto ne divergevano.

Michele Bihl per la sua basilare edizione poteva disporre dei seguenti sussidi. – Per le Narbonesi un manoscritto A (Vat. Lat. 7339), scritto in ambiente Osservante dopo il 1517, quindi tardivo e creando qualche difficoltà. – Per le Assisane usò (per modo di dire) il codice D, cioè una trascrizione del sec. XIX del Conventuale Stefano Rinaldi da codice antico, dalla quale l’Abate trasse la sua edizione, e da questa il Bihl e anche noi, non essendosi ancora localizzato lo stesso D.  A questo il Bihl aggiunse: il cod. E (Archivio dei Cappuccini AA 28), F (Fribourg, Cordeliers 106), G (Genova, Bibl. Univ. A.II.15, origine Obs.), H (Kremsmünster, Stiftsbibliothek 138), L (Philips-Little-Oxford, Bodlei. Library, Lat. Theol. 22, origine francese); cercò di giustificare le tante divergenze con D. – Per le Parigine usò il cod. O (Vat. Ottob. Lat. 15), R (Oxford, Bodlei. Library, Canonic. Miscell. 75, origine veneta), S (Roma, S. Isidoro 1/54, origine Boema-Polacca); il Bihl cercò di minimizzare le differenze tra R e O S.

2. Otto Costituzioni nella nuova edizione

La nuova edizione delle Costituzioni Generali del secolo XIII si compone di otto Opuscoli, cioè corpi di costituzioni.

Opusculum I: Fragmenta Priscarum Constitutionum Praenarbonensium (1239) pp. 1-12; da fogli di guardia di Todi, Com. 106, ff. I-II.

Opusculum II: Constitutionum Praenarbonensium particulae (1239-1254), pp. 13-36; da fogli di guardia inseriti in Roma, Casanat. 529, ff. 26a-27d: origine S. Francesco di Montone.

Opusculum III: Vestigia Constitutionum Praenarbonensium (1239-1257), pp. 37-59; da Toledo, Bibl. del Cabildo 25-11, ff 4d-6c: origine s. Francesco di Terni.

Opusculum IV: Constitutiones Generales Narbonenses (1260), pp. 65-103; si è usato l’unico manoscritto conosciuto A, del quale il Bihl ha completato la modernizzazione con i dittonghi, e che in quest’unico caso abbiamo seguito, poiché questo testo fondamentale fosse per tutti di più facile comprensione e immediato confronto, anche per le piccole differenze introdotte.

Opusculum V: Constitutiones Generales Assisienses (1279), pp. 105-148; edite direttamente dall’edizione del p. Abate e non su gli introvabili codice antico e trascrizione del p. Rinaldi; il tutto sotto la sigla D.

Opusculum VI: Constitutiones Generales Argentinenses (1282), pp. 149-217; stabilite nel Capitolo Generale di Strasburgo, raccolte dai codici E F G H L (tolti alle Assisane), con un grosso frammento da Todi, Com. 184 (T), ff. II + II di guardia.

Opusculum VII: Constitutiones Generales Mediolanenses (1285), pp. 219-275; sono contenute in tre edizioni del secolo XVI: Monumenta Ordinis Minorum (1506), ff. 236r-248v; Speculum Minorum (1509), ff. 195v-206v; Monumenta Ordinis Minorum (1510), ff. 226r-238r; tutte in ambito Osservante.  Contengono le Costituzioni Milanesi dal Prologo al cap. I, 4, e dal cap. V, 12; le parti intermedie sono tolte da Assis1 (1316). Il p. Fedele da Fanna trascrisse un grosso frammento di Costituzioni dal codice (N) Fribourg, Cordeliers 43 (non più ivi esistente), ff. di guardia I-II-III-IV; così si coprono quasi tutte le parti mancanti.

Opusculum VIII: Constitutiones Generales Parisienses (Paris. 1292, Paris.1 1295) pp. 279-364; le Parigine uscite dal Capitolo Generale di Parigi del 1292 sono contenute nei codici O Vat. Ottob. Lat. 15, ff. XXXVIIr-LXVIIIr e nel cod. S Roma, Coll. S. Isidoro 1/54, ff. 1r-55v; le addizioni del Capitolo Generale di Assisi del 1295 (Paris.1), provengono dai codici B Siena, S. Bernardino dell’Osservanza 20, ff. 44r-78v, e dal codice R Oxford., Bodlei. Library, Canon. Miscell. 75, ff. 1r-45r. Le Costituzioni Parigine oltre a nuove addizioni rispetto alle precedenti, presentano trasferimenti nel medesimo capitolo, da un capitolo all’altro, riprendono statuti di capitoli precedenti, originariamente non destinati alle costituzioni.  Rappresentano quindi un tentativo di riorganizzazione delle costituzioni, essendo ministro generale fr. Raimondo Geoffroy.

3. La nuova edizione a confronto con quella del Bihl

Già nel titolo della sua pubblicazione il Bihl usa una parola impropria Statuta Generalia Ordinis; statuti generali uscivano da ogni capitolo generale, con diversi appellativi: Ordinationes, Diffinitiones, Acta Memorialia, Responsiones etc.; i corpi di leggi organizzate invece sempre sono chiamati Constitutiones.  

L’edizione del Bihl comprendeva tre Costituzioni Generali: le Narbonesi per disteso, le Assisane e le Parigine tra varianti in fondo pagina e appendici in fine di ogni capitolo delle Narbonesi. – La nuova edizione offre otto corpi di Costituzioni: tre prenarbonesi, le Narbonesi, le Assisane, le Argentinesi, le Milanesi, le Parigine; e tutte per disteso.

Bihl sotto e in appendice alle Narbonesi faceva il confronto con le seguenti Costituzioni, non senza qualche tentazione di amalgamarle. – La nuova edizione, cominciando dalle Narbonesi,  confronta ogni costituzione con l’immediata precedente, in modo da farne risaltare l’identità, le differenze, il progresso.  La cosa è importantissima per le Narbonesi rispetto alle prenarbonesi, poiché dimostrano vera (per quanto ne sono state scoperte) la tesi di fr. Salimbene da Parma, che frate Bonaventura non fece altro che dare ordine (12 capitoli) alla disordinata moltitudine di costituzioni del 1239 e aggiungendovi le pene.  A p. 104 si è tentato un approccio promettente tra le costituzioni e gli scritti di S. Bonaventura, breve però nam iussio regis urgebat (Dan. 3, 22).  Si potrebbe in avvenire aprire qualche considerazione sul tema della povertà tra le prenarbonesi e le Narbonesi, ricordando che Bonaventura fu accusato di non aver bevuto fino al fondo dal calice della povertà.

4. La situazione di queste Costituzioni Generali

I tre blocchi di Costituzioni prenarbonesi provengono da singoli antichi codici.  Le altre Costituzioni Generali del secolo XIII sono arrivate a noi in situazioni non molto brillanti.  Le Narbonesi si appoggiano su unico manoscritto tardivo, con modernizzazione e con qualche dubbio di sostanza. Le Assisane ci arrivano da una trascrizione del secolo XIX, con modernizzazione. Le Argentinesi in cinque codici, dei quali due (H L) hanno subito infiltrazioni posteriori; a cui aggiungiamo il T.  Le Milanesi ci giungono da tre stampe del secolo XVI, cui aggiungiamo il codice parziale N. In migliori condizioni sembrano le Paris. (1292) con due discreti codici O S e le Paris 1. (1295) con il codice R, cui aggiungiamo il cod. B.  Si direbbe che le Costituzioni Narbonesi nella nuova edizione sembrerebbero quasi peggiorate per essere stati più fedeli al manoscritto.

Per avere una completa visione della situazione legislativa dell’Ordine bisognerebbe raccogliere ancora tutti gli atti dei Capitoli Generali, le lettere dei ministri generali, le Costituzioni Provinciali.



 
 
 
 
 
 
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