Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Tonna Mercoledì 11 dicembre 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Tonna Ivo , Recensione: Nicola Cusano: La dotta ignoranza. , in Antonianum, 68/1 (1993) p. 128 .

Questa traduzione dell'opera maggiore del Cusano (composta intorno al 1440) deve considerarsi un servizio molto utile ai cultori di filosofia, in modo par­ticolare a quelli di lingua italiana. Non è da ignorare che tale opera, come si pre­senta nella sua forma originale, cioè in lingua latina, provoca non poche difficoltà anche agli stessi conoscitori dell'idioma latino. Sotto questo aspetto la traduttrice di quest'opera importante merita il dovuto plauso per il suo tentativo (indubbia­mente riuscito) di renderne agevole la lettura Nella introduzione, il Cusano viene considerato come un pensatore cristiano che non ha voluto sacrificare nulla del cristianesimo, ma nello stesso tempo ha voluto essere profondamente filosofo. Si ritiene che le difficoltà per una adeguata comprensione di tale opera è da attri­buire non solo all'originalità dei concetti, ma anche alla terminologia peculiare usata dal pensatore. Infatti sì riconosce che il Cusano scrive in un latino «astruso» secondo termini desueti. Secondo il saggio giudizio della Federici Vescovini, la difficoltà della lettura e della comprensione nascono piuttosto dalla nostra igno­ranza dovuta ad una insufficiente conoscenza degli ambienti culturali e soprat­tutto delle dottrine in cui si formò (alla fine del secolo XIV e all'inizio del secolo XV). La storiografia filosofica riconosce al Cusano una posizione centrale come precursore della filosofia moderna; ma resta il fatto che la sua dottrina è profon­damente radicata nell'insegnamento filosofico, scientifico e teologico del Me­dioevo. A nostro giudizio nella sua densa introduzione la traduttrice presenta una sintesi intelligente del pensiero del Cardinale Cusano in termini dottrinali assai chiari. Questa introduzione è da considerarsi di massima utilità per comprendere adeguatamente i vari temi trattati in questa opera. La stessa traduzione, poi, ac­quista meritevole pregio in quanto arricchita di abbondanti note, di indici molto utili (scritturistico, dei nomi, delle fonti e dei manoscritti, e analitico), come pure di note biografiche e ampia bibliografia. Senza dubbio, questa traduzione è da considerarsi come validissimo contributo per una buona conoscenza delle fonti cristiane del sapere umano.


 
 
 
 
 
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