Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Matanic Venerdì 14 agosto 2020
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Matanic Atanasio G. , Recensione: P. Ludovico (Palmentieri) da Casoria, Epistolario. A cura di P. Gioacchino (Francesco) DAndrea, voll. 3 , in Antonianum, 66/1 (1991) p. 167-168 .

Sono passati sette anni da quando il curatore di questo grande e interessante Epistolario ebbe l'incarico di iniziarlo e portarlo al termine. La grande fatica di ricerca e di lettura, di collocazione storica e di stampa e stata coronata dalla pub-blicazione di questi tre volumi, con 993 testi integralmente riportati e nella stragrande maggioranza finora inediti e quindi quasi sconosciuti. E una delle poche pubblicazioni del genere nel campo francescanista ed e, com'e facile intuirlo, di primaria importanza per la conoscenza del protagonista, il noto Servo di Dio P. Ludovico da Casoria (t 1885). II P. DAndrea, curatore ed editore dell'opera, v' ha premesso una ben informativa introduzione, una prefazione e, alla fine del terzo volume, due utilissimi indici, quello cronologico di tutte le lettere finora rintrac­ciate e quello dei nomi di persona con dei soggetti più vistosi. Oltre alle lettere del Casoriano vi troviamo editi (o riediti) anche alcuni altri suoi scritti, tra i quali il Testamento spirituale del Servo di Dio (I, pp. 105ss.), i cosiddetti «novissima»' (III, pp. 1405ss.) e alcune altre pagine. L'edizione è arricchita anche da alcune ta­vole fotografiche f.t, riproducenti alcuni autografi Casoriani, il che contribuisce notevolmente alla preziosità della pubblicazione, non escluso l'aspetto grafolo­gico.

L'edizione di questo Epistolario manifesta la sua molteplice utilità, che va da una migliore conoscenza della vita (esterna e interna) del P. Ludovico, spesso, come vi si dice, «punto idilliaca», alla conoscenza del suo insegnamento-messaggio spirituale, tanto più credibile quanto non separabile dall'esperienza vitale del­l'Autore. Vi s'impara la «logica soprannaturale» del Servo di Dio, la sua fede nella Provvidenza paterna di Dio, le sue virtù di umiltà, povertà, pazienza, amore verso i più piccoli e negletti. Nel suo linguaggio sono assenti l'orgoglio, il fasto, la stima di sé e l'autosufficienza. Un tratto caratteristico del suo spirito era l'amore verso la natura e verso le creature anche irragionevoli, sulla scia del Padre Fran­cesco che tanto espressamente volle seguire. La Provincia Minoritica di Napoli, che da poco ha onorato il suo san Giovan Giuseppe della Croce, ha reso un de­gnissimo omaggio a questo suo figlio a noi più vicino e, forse, più riconoscibile anche attraverso questa grande edizione.


 

 


 
 
 
 
 
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