Inizio > Rivista Antonianum > Articoli > Pesce Venerdì 06 dicembre 2019
 

Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Pesce Pier Giuseppe , Recensione: Comunitā di Bunyakiri, Un popolo diventa chiesa. Tra le comunitā cristiane dello Zaire, in Antonianum, 65/1 (1990) p. 123-124 .

Il volume racconta, in prima persona e con stile immediato, l'espe­rienza « missionaria » di un piccolo gruppo di volontari laici (due donne e, per un certo periodo, una coppia di sposi) portata avanti per circa dieci anni (1976-1985) con alcuni missionari saveriani in una comunità ecclesiale dello Zaire. Questa esperienza continua ora, con gli opportuni adattamenti, in una parrocchia di Piombino.

Completano il volume una raccolta di « allegati », che documentano alcune significative iniziative intraprese, e due « riflessioni »: una teolo­gica, di mons. L. Sartori (per molti anni presidente dell'Associazione teolo­gica italiana); e una pastorale, di don A. Fallico (il noto animatore delle CEB italiane).

L'interesse del volume va ben oltre le vicende narrate: dalla cronaca filtra chiaramente una specifica comprensione della Chiesa e della sua missione. In altre parole, siamo di fronte a un modo ben preciso di inten­dere la propria presenza e di impostare la propria azione in una giovane comunità ecclesiale del cosiddetto Terzo Mondo, con tutti i problemi di vario genere che è facile intuire.

I criteri-base che hanno guidato questa esperienza sono così sintetizzati dagli stessi protagonisti: « I pilastri della nostra vita comune in Zaire erano: riflessione-studio-preghiera (personale e comunitaria) sulla parola di Dio; vita « con » la gente e cioè camminare con loro, con la loro storia, coi loro ritmi, verso il Signore e verso la piena liberazione; privilegiare l'evangelizzazione e la coscientizzazione della gente più che la realizzazione di opere. Tutto questo è stato portato avanti insieme, da preti e laici, con ruoli diversi, nella corresponsabilità. Vivendo così abbiamo aiutato la nascita e la formazione di numerose comunità ecclesiali di base attuando la scelta pastorale della Conferenza Episcopale Zairese» (p. 163).

La ricchezza teologico-ecclesiale racchiusa in questa esperienza viene evidenziata da mons. L. Sartori nella sua « riflessione teologica », che la tematizza in questi punti principali:   ecclesiologia di comunione;  camminare insieme in una carità solidale; scambio fraterno per ricevere anche dagli « ultimi »; dimensione missionaria di ogni chiesa locale. A sua volta, nella sua « riflessione pastorale », don A. Fallico ne prende spunto per evidenziare l'importante ruolo delle CEB nel comune impegno di trasformare la Chiesa in una vera « comunione di comunità ».

In definitiva, l'esperienza raccontata in questo volume si presenta un po' come un « segno » (non certamente l'unico...) di qualcosa di nuovo che fermenta oggi nella Chiesa. Per questo, non si tratta di proporla come un modello da ricopiare in ogni suo elemento, quanto piuttosto di ricavarne stimoli per opportune riflessioni sul piano teologico e per salu­tari verifiche su quello pastorale.


 
 
 
 
 
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