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Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto , Libri nostri: Eliodoro Mariani, Una filosofia per l'uomo. Le vie del realismo critico, in Antonianum, 60/2-3 (1985) p. 543-544 .

Il titolo di questo libro vuol significare la « humanitas » della do­manda filosofica che si giustifica non già come cominciamento radicale ed assoluto con la presunzione di risolvere, una volta per tutte, gli immensi problemi dell'esistenza umana (come furono, ad esempio, il Discorso sul Metodo di Cartesio, la Critica della Ragion Pura di Kant, e la Fenomenologia di Husserl) bensì come ricerca graduale e conver­gente, senza assoluti prefissati e senza esclusioni pregiudiziali. Questa linea metodologica, corrispondente anche all'attuale epistemologia neo­analitica, conduce l'Autore ad esplorare le diverse vie in modo critico: nel capitolo II (45-105) l'operazione conoscitiva nelle sue varie modalità e soprattutto nel duplice aspetto, intellettualistico e sapienziale e quindi come verità parziale e trascendenza ideale; nel capitolo III l'unitarietà dell'esperienza sensibile e della rappresentazione scientifica del mondo con il discorso metafisico (105-161); e nei capitoli IV-V gli aspetti perso­nalistici ed esistenzialistici della domanda filosofica, per cui i presupposti gnoseologici dei primi capitoli trovano' verifica nelle « strutture » del­l'esistenza che rivelano ancora una volta la convergenza di tutto l'uomo verso la verità trascendente (161-299). A suggerire questa motivazione tfrsonalistica della tensione metafisica, che si aggiunge ai tentativi della ragione teoretica (per cui, dopo Kant, le cose non sono più come prima) sono alcune forti tematiche francescane:  l'immaginismo bonaventuriano

il volontarismo scotista. L'immaginismo infatti coglie la trascendenza non tanto per via speculativa quanto all'interno dell'atto umano, in cui ìso è iscritto come segno e come linguaggio; il volontarismo poi esprime, con i temi dell'amore e della libertà, il supremo traguardo della creatura o essere finito. L'A. è ben consapevole dei limiti della filosofia come San Bonaventura lo era della « consideratio scientialis ». Ma con tutto ciò non considera inutile la fatica del pensiero filosofico che ha per compito principale quello di raccogliere voci, segni, convergenze più ancora che di offrire una filza di argomentazioni irrefutabili. E' quanto viene indicato nel sottotitolo maritainiano di « realismo critico », che tuttavia ha qui un significato  proprio.


 
 
 
 
 
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