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Rivista Antonianum
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Foto , Libri nostri: DINKO ARACIC, La dottrina mariologica negli scritti di C. Balie, in Antonianum, 56/4 (1981) p. 861-862 .

Tra i teologi che scrissero su Maria di Nazareth, illustrando la sua particolare missione nella storia della salvezza, un posto di rilievo assume anche il P. Carlo Balie". Egli è stato coinvolto in diverse iniziative della comunità ecclesiale in riferimento alla Madre del Signore: gli incontri mariologici internazionali, una vasta attività editoriale, gli studi prepa­rativi per la definizione dell'assunzione, il testo mariano del Vaticano II, sono alcuni degli aspetti del suo apporto alla mariologia contemporanea. Lo studio di D. Aracic è un tentativo di sintesi del pensiero mariolo-gico di Balie e una ricostruzione dei risultati più significativi della sua investigazione teologica. Molti aspetti del mistero mariano sono presenti nella riflessione teologica di Balie, ma in modo particolare vi si trovano: l'assunzione, l'immacolata concezione e soprattutto la cooperazione di Maria all'opera della salvezza.

Il primo capitolo è una presentazione della figura e dell'opera di Balie con particolare riferimento a quella svoltasi nel campo mariologico, connessa con la fondazione della PAMI e la celebrazione dei congressi mariologico-mariani internazionali, da lui ideati, programmati ed organiz­zati. Il secondo capitolo è dedicato alla mariologia conciliare di Balie: le sue proposte al Vaticano II, il suo contributo alla redazione dello schema ufficiale e i tentativi compiuti nella ricerca di un testo di compromesso. Il terzo capitolo prende in esame gli studi riguardanti l'assunzione della Vergine che occupano un posto di primo piano nella mariologia di Balie e dove egli aveva delle posizioni originali che hanno contribuito alla stessa definizione dogmatica. Infine, nel capitolo quarto vengono esaminati i suoi studi dedicati all'immacolata concezione, alla mediazione, alla coope­razione di Maria all'opera della salvezza, alla relazione tra Maria e la Chiesa e tra la mariologia e l'ecumenismo.

Nelle considerazioni conclusive l'Autore afferma:   « La dottrina mario­logica contenuta negli scritti di C. Balie è in fondo la dottrina comune della Chiesa cattolica sul mistero di Maria di Nazareth, in quanto egli non costruì un suo proprio edificio mariologico al di fuori di quella dottrina-Alcuni elementi caratteristici del suo pensiero spiccano in modo speciale dall'analisi della sua opera: il metodo deduttivo nell'argomentazione teolo­gica, il peso determinante del magistero ecclesiastico per la dottrina mariana, l'importanza del senso dei fedeli nell'evoluzione dei dogmi ma­riani e un orientamento spiccatamente francescano ».

La visione dottrinale di Balie parte da un'impostazione mariologica, costruita sui principi della teologia scolastica e si presenta come una costruzione deduttiva, con le ragioni, conclusioni e convenienze teologiche. Tale visione metteva in risalto la posizione unica di Maria nel corpo mistico di Cristo e entrava « in concorrenza » con la funzione salvifica del Figlio di Dio. Integrare la Madonna nell'insieme del dogma e del culto, considerarla in maniera più biblica, patristica e più ecumenica, è stata una esigenza di sviluppo postconciliare alla quale Balie non è riuscito ad adeguarsi completamente, tuttavia la sua opera mariologica ha contri­buito allo sviluppo degli studi e delle ricerche storiche della teologia mariana.


 
 
 
 
 
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