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Rivista Antonianum
Informazione sulla pubblicazione

 
 
 
 
Foto Pesce Pier Giuseppe , In memoriam : Prof. Carlo Tamberlani, in Antonianum, 55/4 (1980) p. 742-744 .

Nella notte tra il 5 e il 6 agosto 1980 è morto presso Subiaco il prof. Carlo Tamberlani, notissimo nel mondo dello spettacolo (e non solo in quello) per la sua lunga attività di attore, di studioso e di docente dell'arte della « parola ». Lo ricordiamo in questa rivista con commossa riconoscenza perché per oltre un trentennio ha prestato la sua appassionata collaborazione allAteneo Antonianum come do­cente di Sacra Eloquenza presso il nostro Istituto Apostolico.

Nato 1T1-3-1909 a Salice Salentino (Lecce), iniziò molto presto la sua prestigiosa carriera nel mondo dello spettacolo, dove svolse mol­teplici ruoli. Nel teatro interpretò (spesso come protagonista) un vasto repertorio (dai classici greci e romani a Shakespeare, a Calderon de la Barca...), lavorando a fianco di attori come E. Gramatica, A. Magnani, R. Ruggeri, ecc.; fu capocomico fin dal 1927; partecipò al movimento innovatore (Teatro degli Indipendenti) presentando per la prima volta in Italia opere di O'Neill, Salacrou, Dostoievski; fu direttore artistico di numerose Compagnie in Italia e all'estero. Come attore cinematografico prese parte a oltre 110 films, svolgendo in 50 di essi la parte del protagonista.

A questa già vasta attività artistica, il prof. Tamberlani ha saputo unire quella non meno impegnativa dello studioso e del docente. Dal 1936 al 1940 tenne la cattedra di interpretazione per attori e registi presso l'Accademia di Arte drammatica a Roma; dalla stessa data e fino al 1957 svolse lo stesso insegnamento anche presso il Centro Spe­rimentale di Cinematografia. Dal 1948 ebbe pure la cattedra di « Tec­nica della propaganda orale » presso la Facoltà di Statistica dell'Uni­versità di Roma. Per molti anni, inoltre, insegnò presso l'Università Internazionale di Studi Sociali.

Nel dopoguerra il prof. Tamberlani allargò ulteriormente l'ambito del suo lavoro, prestando la sua preziosa collaborazione di docente anche in campo ecclesiale. Fin dal 1946 (cioè, dal suo sorgere) ha insegnato Sacra Eloquenza presso il nostro Istituto Apostolico, con­tinuando ininterrottamente fino allo scorso anno accademico. Dal 1954

Nella notte tra il 5 e il 6 agosto 1980 è morto presso Subiaco il prof. Carlo Tamberlani, notissimo nel mondo dello spettacolo (e non solo in quello) per la sua lunga attività di attore, di studioso e di docente dell'arte della « parola ». Lo ricordiamo in questa rivista con commossa riconoscenza perché per oltre un trentennio ha prestato la sua appassionata collaborazione allAteneo Antonianum come do­cente di Sacra Eloquenza presso il nostro Istituto Apostolico.

Nato 1T1-3-1909 a Salice Salentino (Lecce), iniziò molto presto la sua prestigiosa carriera nel mondo dello spettacolo, dove svolse mol­teplici ruoli. Nel teatro interpretò (spesso come protagonista) un vasto repertorio (dai classici greci e romani a Shakespeare, a Calde-ron de la Barca...), lavorando a fianco di attori come E. Gramatica, A. Magnani, R. Ruggeri, ecc.; fu capocomico fin dal 1927; partecipò al movimento innovatore (Teatro degli Indipendenti) presentando per la prima volta in Italia opere di O'Neill, Salacrou, Dostoievski; fu direttore artistico di numerose Compagnie in Italia e all'estero. Come attore cinematografico prese parte a oltre 110 films, svolgendo in 50 di essi la parte del protagonista.

A questa già vasta attività artistica, il prof. Tamberlani ha saputo unire quella non meno impegnativa dello studioso e del docente. Dal 1936 al 1940 tenne la cattedra di interpretazione per attori e registi presso l'Accademia di Arte drammatica a Roma; dalla stessa data e fino al 1957 svolse lo stesso insegnamento anche presso il Centro Spe­rimentale di Cinematografia. Dal 1948 ebbe pure la cattedra di « Tec­nica della propaganda orale » presso la Facoltà di Statistica dell'Uni­versità di Roma. Per molti anni, inoltre, insegnò presso l'Università Internazionale di Studi Sociali.

Nel dopoguerra il prof. Tamberlani allargò ulteriormente l'ambito del suo lavoro, prestando la sua preziosa collaborazione di docente anche in campo ecclesiale. Fin dal 1946 (cioè, dal suo sorgere) ha insegnato Sacra Eloquenza presso il nostro Istituto Apostolico, con­tinuando ininterrottamente fino allo scorso anno accademico. Dal 1954

Nella notte tra il 5 e il 6 agosto 1980 è morto presso Subiaco il prof. Carlo Tamberlani, notissimo nel mondo dello spettacolo (e non solo in quello) per la sua lunga attività di attore, di studioso e di docente dell'arte della « parola ». Lo ricordiamo in questa rivista con commossa riconoscenza perché per oltre un trentennio ha prestato la sua appassionata collaborazione allAteneo Antonianum come do­cente di Sacra Eloquenza presso il nostro Istituto Apostolico.

Nato 1T1-3-1909 a Salice Salentino (Lecce), iniziò molto presto la sua prestigiosa carriera nel mondo dello spettacolo, dove svolse mol­teplici ruoli. Nel teatro interpretò (spesso come protagonista) un vasto repertorio (dai classici greci e romani a Shakespeare, a Calde-ron de la Barca...), lavorando a fianco di attori come E. Gramatica, A. Magnani, R. Ruggeri, ecc.; fu capocomico fin dal 1927; partecipò al movimento innovatore (Teatro degli Indipendenti) presentando per la prima volta in Italia opere di O'Neill, Salacrou, Dostoievski; fu direttore artistico di numerose Compagnie in Italia e all'estero. Come attore cinematografico prese parte a oltre 110 films, svolgendo in 50 di essi la parte del protagonista.

A questa già vasta attività artistica, il prof. Tamberlani ha saputo unire quella non meno impegnativa dello studioso e del docente. Dal 1936 al 1940 tenne la cattedra di interpretazione per attori e registi presso l'Accademia di Arte drammatica a Roma; dalla stessa data e fino al 1957 svolse lo stesso insegnamento anche presso il Centro Spe­rimentale di Cinematografia. Dal 1948 ebbe pure la cattedra di « Tec­nica della propaganda orale » presso la Facoltà di Statistica dell'Uni­versità di Roma. Per molti anni, inoltre, insegnò presso l'Università Internazionale di Studi Sociali.

Nel dopoguerra il prof. Tamberlani allargò ulteriormente l'ambito del suo lavoro, prestando la sua preziosa collaborazione di docente anche in campo ecclesiale. Fin dal 1946 (cioè, dal suo sorgere) ha insegnato Sacra Eloquenza presso il nostro Istituto Apostolico, con­tinuando ininterrottamente fino allo scorso anno accademico. Dal 1954

svolse identico insegnamento presso l'Istituto di Eloquenza e Pasto­rale dei Padri Passionisti e, dal 1960 al 1972, anche presso l'Istituto Pastorale della Pontificia Università Lateranense.

A completare questo sommario quadro di molteplice attività, pos­siamo ricordare ancora almeno la sua partecipazione, con studi e relazioni, a vari Congressi Internazionali, spesso per conto della So­cietà « Dante Alighieri ».

Frutto e testimonianza di questo infaticabile impegno rimangono le sue numerose pubblicazioni. Sono una ventina i suoi volumi di carattere tecnico sulla « parola » e relativi al campo sia profano (tea­tro, cinema, radio, televisione...) che religioso. Ricordiamo, tra i più noti: Tecnica dell'espressione parlata, scritta, nelle immagini, Roma 1954; L'eloquenza in atto, voli. 2, Roma 1952-7; La preparazione con-ferenziale, Roma 1958; Del dire e leggere nella scuola, Napoli 1958; I linguaggi. Metodologia cinematografica, radiofonica, televisiva, tea­trale, Roma 1960; L'Oratore, Roma 1963; La drammatica nell'eloquenza romana. Seneca e l'eloquenza precristiana, Roma 1964; L'arte del­l'interprete: teatro, cinema, radio, televisione, Roma 1965; Itinerario della parola, Roma 1973... Tra i suoi tanti articoli, saggi e relazioni citiamo almeno questi: Gli strumenti di comunicazione sociale e l'apo­stolato, Antonianum 44 (1969) 405-426 (prolusione dell'anno accade­mico dell'Ateneo Antonianum del 1969); La parola nell'annuncio del messaggio salvifico, in AA.VV., L'evangelizzazione nel mondo contem­poraneo, Roma 1974, 235-256; La «passione» nell'analitica e dialet­tica di G. Enrico Newman, in AA.VV., La Sapienza della Croce, To­rino-Leumann 1976, III, 464-475; Analitica e dialettica passionale nel­l'esperienza mistica, in AA.VV, Mistica e misticismo oggi, Roma 1979, 568-579...

Con l'insegnamento e gli scritti il prof. Tamberlani ha dato un ntributo notevole al rinnovamento della predicazione religiosa. Come giustamente rilevato Carmelo Nigro, egli « è stato appassionato tore e "rifondatore" della predicazione religiosa, anticipando e anche superando, per originalità e serietà, alcuni tentativi simili che adranno sorgendo negli anni seguenti. Egli, rigettando il formalismo di una certa retorica del passato, senza cadere nella infatuazione "tecnicistica" degli strumenti di comunicazione sociale, ha tracciato —quasi da pioniere — alcune linee maestre per una scienza della parola "in atto". Alla base di tutto ha posto ciò che definiva la "analitica" e la "dialettica" passionale religiosa: l'inquadramento storico-emotivo della parola, considerata nella sua specificità di parola "par­lata" (o "in atto") e "religiosa" » (L'Osservatore Romano, 21 ago­sto 1980, p. 6).

Talento, esperienza, cultura: tutto questo il prof. Tamberlani ha portato con ardore sempre giovanile nel suo insegnamento agli stu­denti che, anno dopo anno, si sono susseguiti alla sua scuola presso il nostro Istituto Apostolico o altrove e che ora, sparsi in varie parti del mondo, esercitano con frutto il loro ministero.

Ora che ci ha lasciato lo ricordiamo con viva riconoscenza, ma soprattutto con grande affetto: per noi il prof. Tamberlani non era solo un valente Collega, ma più ancora un amico fraterno. Il di­ploma di « Fratellanza », conferitogli dal nostro Ordine come testi­monianza di grata amicizia, è stata l'unica ricompensa da lui gra­dita e accettata per la sua ultratrentennale fatica in mezzo a noi. Siamo certi che il Signore avrà preparato Lui una degna ricompensa a questo servo fedele, che spese i molti talenti ricevuti a suo onore e gloria: forse ne è un piccolo segno il fatto che abbia voluto richia­mare a Sé nella festa liturgica della Trasfigurazione questo artista che sapeva trasfigurare la realtà umana con l'arte prodigiosa della « parola ».


 


 


 


 
 
 
 
 
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