> > > Terzoni Monday 30 November 2020
 


 
 
 
 
Foto Terzoni Maddalena , Osservanza francescana al femminile. Il richiamo delle origini - Le clarisse dell’Osservanza e le fonti clariane. Terza giornata di studio. Foligno, 8 novembre 2008, di Maddalena Terzoni, in Antonianum, 84/4 (2009) p. 773-777 .

Nel luogo che ne è appropriata cornice, la chiesa del Monastero di S. Lucia, si e svolta nella mattinata di sabato 8 novembre 2008, la terza giornata di studio sull’Osservanza francescana al femminile, con il tema: Il richiamo delle origini – Le clarisse dell’Osservanza e le fonti cariane.

Il programma ha presentato quattro relazioni: la prima dal titolo “Il processo di canonizzazione di santa Chiara: considerazioni in merito al volgarizzamento dell’Alfani” tenuta dal prof. Marco Guida ofm., la seconda dal titoloLa ricezione di santa Chiara nel Monastero di Monteluce in Perugia” tenuta da sr Monica Benedetta Umiker del monastero Monteluce in S. Erminio di Perugia, la terza dal titolo Le «Ordinazioni» alla Regola delle monache di santa Chiara attribuite a Caterina da Bologna” tenuta dal prof. Marco Bartoli, la quarta dal titolo Il volgarizzamento della Regola di santa Chiara nel Monastero di Santa Lucia in Foligno” tenuta dalla Madre Abbadessa sr. Angela Emmanuela Scandella. Moderatrice del convegno la prof.ssa Maria Pia Alberzoni, a trarre le conclusioni e stato il prof. Alfonso Marini. Presente anche il prof. Pietro Messa ofm., organizzatore efficientissimo di queste giornate.

Il convegno, organizzato dal Monastero Santa Lucia di Foligno in collaborazione con la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum di Roma, ha potuto anche quest’anno avvalersi del patrocinio della Diocesi di Foligno, della Federazione S. Chiara d’Assisi delle Clarisse di Umbria e Sardegna, dell’Istituto Teologico di Assisi, della Provincia Serafica S. Francesco di Assisi e della Società Internazionale di Studi Francescani.

La presenza del Vescovo di Foligno, Mons. Gualtiero Sigismondi e del Sindaco di Foligno Manlio Marini, ha arricchito la già qualificata assemblea dei convenuti, costituita, oltre che dalla comunità delle sorelle clarisse di S. Lucia, da studiosi, autorità civili e religiose, religiosi e laici interessati alla storia ed alla cultura.

Apre il convegno la Prof.ssa M. Pia Alberzoni, accostando il tema del presente convegno di studi ad un’altro incontro sulla memoria delle origini che ha avuto luogo in Francia, segno che le “origini” sono sempre paradigma, e non solo nel Medioevo. La riforma e sempre stata vista come un ritorno all’antico. La giornata odierna cerca di porre alcuni punti su come le clarisse hanno cercato di riproporre e incarnare il messaggio dei fondatori.

Le relazioni trattano di testi inediti, fatto importante e prezioso, che apre nuove prospettive di lavoro. La prima parte riguarda il recupero della memoria agiografica, la seconda il recupero della Regola di Chiara nei suoi volgarizzamenti.

La Madre Abbadessa Sr. Angela Emmanuela Scandella osc, ringrazia gli enti che hanno reso possibile l’iniziativa e i relatori, rivolge poi il suo benvenuto ai partecipanti. Sottolinea come il tema del convegno sia caro alle clarisse delle Federazione Umbria – Sardegna, ricollegandosi al lavoro che è stato fatto da una commissione di sorelle della federazione, per cercare di approfondire con un metodo il più scientifico possibile, il testo della regola di Chiara, attualizzando il suo messaggio. Questa giornata smentisce che la storia del II Ordine sarebbe una storia senza Chiara: non e cosi, Chiara e ben presente nell’iconografia e nelle opere letterarie. E importante che studiosi di Chiara spronino le sorelle clarisse ad attingere alle fonti ancora presenti nei loro monasteri, e che queste fonti vengano, pian piano, riacquisite come patrimonio religioso e culturale.

La moderatrice del convegno invita S. Ecc. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno, a prendere la parola. Mons. Sigismondi ringrazia per l’ iniziativa, per questa giornata di studio.

Si inserisce idealmente nel cammino della Chiesa e del suo progetto culturale. Chiara e tutta riassunta in quell’immagine che ci riporta la Bolla di canonizzazione: nobile di nascita più nobile per vita. E una nobiltà raggiunta nelle virtù francescane: nella semplicità come ricerca dell’essenziale e capacità di tenere fisso lo sguardo su Gesù, nell’umiltà fattasi obbedienza, che ne è il biglietto da visita, che manifesta l’ amore alla Chiesa, nella libertà come distacco da se stessi che rende autentico il distacco dalle cose.

La parola è poi affidata al Sindaco di Foligno, Manlio Marini, che, come rappresentante della città che ospita il convegno, si dichiara felice e grato per l’iniziativa, portando, insieme con l’assessore Rita Zampollini, i saluti dell’amministrazione comunale alle sorelle del Monastero S. Lucia, ai presenti – in particolare a Mons. Vescovo -, agli organizzatori e ai relatori.

Esprime il suo personale compiacimento ed evidenzia come il comune di Foligno non sia assente e distratto a questa iniziativa, per i temi importanti che vengono trattati e per la significatività della figura di Chiara.

Riprende la parola la prof.ssa M. Pia Alberzoni, presentando il volume degli Atti del convegno dello scorso anno, disponibile in anteprima esclusiva per i presenti e nelle librerie dal gennaio prossimo. Il titolo del volume - “Cultura e desiderio di Dio. L’Umanesimo e le Clarisse dell’Osservanza” - suggerisce un pensiero: proprio in questa giornata odierna abbiamo una prova che la cultura si radica nel desiderio di Dio. La ricerca di ciò che è vero è bello e buono porta a realizzare la cultura. Questo si attua nel seguire, nel ripercorrere, il sentiero dei fondatori. Ricorda poi, tra le tante persone che non hanno potuto partecipare al convegno, due amici che già hanno collaborato: il Prof Jaques Dalarun e il Prof. Attilio Bartoli Langeli che hanno dato importante contributo e continuano a perseguire con passione gli studi su Francesco, Chiara e sulla storia francescana. I lavori di oggi cominciano nella gratitudine per quello che e stato fatto negli anni scorsi, per chi ha lavorato e per chi ha realmente ricercato Dio e ha fatto una cultura nuova.

Si passa alla prima relazione del prof. Marco Guida, docente presso la Pontificia Università Antonianum di Roma. E’ in corso di pubblicazione la sua tesi sulla Leggenda di santa Chiara, un lavoro molto importante che apre nuove prospettive sull’agiografia clariana.

La relazione del prof. Marco Guida ofm., presentando con l’ausilio di immagini un preciso e puntuale confronto di testi, ha rilevato come un parallelo tra il volgarizzamento del Processo di Canonizzazione di santa Chiara operato da una clarissa colta del monastero di Monteluce, sr. Battista Alfani, e la Legenda latina di santa Chiara di Tommaso da Celano, consenta di ricostruire, seppure in maniera lacunosa, il testo latino del Processo di canonizzazione della santa, che non e a noi pervenuto. Questo e possibile perchè chi dava vita ai volgarizzamenti aveva la nozione di sacralità del testo convertito e, come attesta il Prof. Dalarun: “I traduttori non si permettono la minima audacia. Se un errore c’è viene sempre dal modello latino. I volgarizzamenti non sono mai tentativi di modificare i testi”. E’ dunque possibile la ricostruzione, seppure parziale, del testo latino con molta precisione. Queste donne si sono riappropriate della loro capacita di scrivere e ne hanno fatto uno strumento per divulgare i loro ideali di ritorno alle fonti.

La moderatrice presenta la successiva relatrice come rappresentante di una della prime comunità legate a Chiara e S. Damiano, e, prima di concederle la parola, le esprime gratitudine per la sua capacita di rintracciare i manoscritti dell’Osservanza, per la pubblicazione del Trattatello sulle Indulgenze di Terra Santa di fr. Suriano e quella di uno scritto sull’Immacolata.

Sr Monica Benedetta Umiker osc. in un’ampia e suggestiva panoramica, ha offerto ai presenti una relazione suddivisa in tre periodi, approfondendo come santa Chiara sia stata recepita e su come il suo carisma sia stato vissuto nel Monastero di Monteluce di Perugia, con particolare riferimento alle opere letterarie ed iconografiche. La storia di questo Monastero perugino e paradigma di come la tensione delle origini possa dare forma alla vita di una comunità.

Dopo la pausa, la moderatrice introduce la relazione del Prof. Marco Bartoli, i cui studi su Chiara sono noti a tutti e che recentemente ha offerto molti contributi sulle clarisse ed in particolare su Caterina da Bologna.

La relazione del prof. Marco Bartoli ha esaminato il contenuto e i collegamenti con le opere analoghe dell’Osservanza, di un testo incluso in un piccolo codice della seconda meta del XV sec. che appartiene al Monastero del Corpus Domini di Bologna, contenente le «Ordinazioni» alla Regola delle monache di santa Chiara. Attribuite a santa Caterina da Bologna, esse sono, secondo il prof. Bartoli, probabilmente frutto di una riflessione collettiva delle sorelle, unico commento alla Regola di santa Chiara fino ad ora conosciuto, elaborato da un monastero, che consente di capire come le sorelle vivevano la regola che esse stesse avevano scelto come loro vita comune. Il contenuto rivela una originalità singolare, anche perchè vi si percepisce la scelta gioiosamente abbracciata della Regola di Chiara che fece di quella comunità, punto di riferimento.

L’ultima relazione di Madre Angela Emmanuela Scandella osc., Abbadessa del Monastero S. Lucia di Foligno e Presidente della Federazione delle clarisse di Umbria e Sardegna, ha presentato i risultati della trascrizione di un codice conservato nell’archivio del monastero di S. Lucia, contenente un volgarizzamento della regola di santa Chiara, preceduta dalla bolla pontificia di conferma, e seguita dal suo testamento, dalla sua benedizione, dall’ explicit e da una formula di professione. Madre Angela indica poi alcune piste di ricerca a partire dal confronto con testi analoghi.

Le conclusioni del convegno sono affidate al Prof. Alfonso Marini, dell’Università “La Sapienza” di Roma. Al termine di questo primo ciclo di giornate di studio, il Prof. Marini ha sottolineato come queste giornate abbiano permesso di dare un nuovo impulso agli studi su diversi temi: la ricezione della memoria di Chiara nei monasteri dell’Osservanza, la consistenza dei gruppi femminili riformatori con figure singole e comunità di rilievo, la cultura delle clarisse dell’Osservanza. Il tutto nel contesto di quadri più ampi offerti da studiosi della competenza di Mons. Mario Sensi, del Prof. Andre Vauchez , del Prof. Attilio Bartoli Langeli, della Prof.ssa Cecile Caby, del prof. Ugo Vignuzzi e della Prof.ssa Patrizia Bertini, senza dimenticare l’apporto importante del Prof. Jaques Dalarun, presente in questi anni sia come relatore che come moderatore. Bisogna continuare gli studi nella direzione di analisi di nuovi testi, nel loro confronto, nella ricerca su figure minori e sulla rete di relazioni fra conventi Osservanti e monasteri loro legati.

La Prof. Maria Pia Alberzoni ringrazia il Prof. Alfonso Marini anche per essere stato l’ideatore di questa serie di giornate di studio e passa la parola al Prof. Pietro Messa, che ha sapientemente organizzato l’itinerario di questi convegni e che ha già prospettive future.

Il Prof. Pietro Messa dichiara che si è giunti alla conclusione di questo primo ciclo di giornate, ma il cammino prosegue, ci sono appuntamenti futuri. Il prossimo anno i convegnisti si incontreranno al monastero di Camerino per una giornata che avrà al centro la figura della Beata Camilla Battista da Varano. Il Monastero S. Lucia rimarra comunque punto di riferimento: qui saranno presentati, anno dopo anno, gli atti dei convegni, facendone in Foligno “il primo centro di studi sull’Osservanza femminile”.

Le relazioni hanno ampiamente dimostrato quanto ancora vi sia da ricercare in ambito clariano e quanto queste donne, nel silenzio dei loro chiostri, abbiano elaborato e trasmesso contenuti e testi frutto di una riflessione propria ed intraprendente nel panorama culturale e religioso dell’Osservanza.

(Gli atti delle Giornate di studio si possono richiedere anche presso il Monastero S. Lucia, Via S. Lucia 5, 06034 Foligno - PG).


 
 
 
 
 
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