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Economia civile e leadership aziendale, (15/05/2026), (44)

 
 
 
 
Foto Carbajo-Núñez Martín , Economia civile e leadership aziendale, (15/05/2026), (44), in Blog Accademia Alfonsiana, 44-IT (2026) p. 2 .

Il documento «Vocation of the Business Leader», pubblicato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale[1], presenta la leadership imprenditoriale come una vera e propria vocazione. Esso invita i leader a servire il bene comune, rispettare la dignità umana e creare una ricchezza sostenibile. Questo tipo di leadership può essere identificato come trasformazionale (o trasformativa).

Nella nostra società orientata all’efficienza, tuttavia, si è ampiamente imposto un altro modello di leadership. Spesso definito transazionale, esso è piramidale, autoritario, orientato al controllo, centrato sui compiti e focalizzato su obiettivi a breve termine.
 
Queste due forme di leadership corrispondono a differenti modelli economici. La leadership trasformazionale è collegata a una concezione umanistica dell’economia, comunemente definita economia civile, mentre la leadership transazionale riflette il modello capitalistico, che iniziò a delinearsi alla fine del XVI secolo e si affermò pienamente con la Rivoluzione industriale.
 

L’economia civile

L’economia civile affonda le sue radici nel contributo dei Francescani tra il XIII e il XV secolo. In questa prospettiva, l’attore principale non è né l’individuo mosso dal proprio interesse (come nel capitalismo), né lo Stato paternalista (come nel collettivismo), bensì la stessa società civile. Il sistema economico è considerato veramente efficiente quando promuove la felicità pubblica, favorendo l’aiuto reciproco, la fiducia reciproca e i beni relazionali.
 
I Monti di Pietà, promossi dai Francescani, sono stati considerati «la prima grande istituzione dell’economia civile» (G. Piana, 2009). Questo modello perse progressivamente importanza con l’ascesa dell’individualismo mercantilista (XVI-XVIII secolo) e successivamente con l’utilitarismo di Jeremy Bentham (1748-1832). Tuttavia, nel XVIII secolo, la tradizione dell’economia civile fu ripresa e ulteriormente sviluppata dalla scuola italiana, specialmente da Antonio Genovesi (1713-1769).
 
Oggi l’economia civile ha acquisito una nuova attenzione grazie a iniziative contemporanee come l’Economia di Comunione e l’Economy of Francesco. In questo approccio, l’efficienza economica è inseparabile dalla giustizia, dall’inclusione sociale e dalla sostenibilità. L’impresa è intesa non semplicemente come unità produttiva, ma anche come spazio di formazione civica ed etica.
 

Leadership e felicità pubblica

Nell’economia civile, il compito principale del leader è promuovere la felicità pubblica e favorire relazioni di fiducia, collaborazione e reciprocità tra tutti gli attori economici (lavoratori, imprenditori e consumatori). Piuttosto che basarsi principalmente su contratti formali e sulla logica transazionale, questa forma di leadership pone l’accento sulla reciprocità, sulle virtù civiche e sulla fiducia sociale.
 
Tali leader non sono autoritari, ma ispiratori e inclusivi. Cercano di fare in modo che tutti i membri svolgano un ruolo attivo, condividano gli ideali civici dell’impresa e si sentano rispettati nella loro dignità. Motivano attraverso uno scopo condiviso piuttosto che mediante la paura, e non fanno appello semplicemente all’interesse egoistico. Il lavoro e l’attività economica sono intesi non solo come mezzi per generare profitto, ma soprattutto come fonti di significato personale e di benessere collettivo.
 

Conclusione

Il documento «Vocation of the Business Leader», in linea con la tradizione dell’economia civile, sottolinea la leadership come servizio e concepisce l’impresa come una «comunità di persone» (CA 35), nella quale ogni membro è «responsabile di tutti» (SRS 38).
 
«I leader non sono soltanto coloro che possiedono titoli ufficiali, ma anche coloro che esercitano un’influenza per il bene degli altri. Dai dirigenti aziendali e membri dei consigli di amministrazione ai responsabili di team fino alle persone che esercitano un’influenza informale» (Vat-Leader 5).
 
Facendo eco alle parole di Cristo: «Il più grande tra voi diventi come il più giovane e chi governa come colui che serve» (Lc 22,26), la Chiesa propone un modello di leadership ispirato al Figlio dell’uomo, che «non è venuto per farsi servire, ma per servire» (Mt 20,28).

 
Martín Carbajo-Núñez, OFM
 

Blog Alfonsiana: ("Civil Economy and Business Leadership", online); Traduzioni: Español; Italiano

 
[1] Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Vocation of the Business Leader: A Reflection, 5ª ed., [Vat-Leader], Città del Vaticano 2018. Questi paragrafi sono tratti dal nostro articolo: Carbajo-Núñez Martín, «Artificial intelligence and leadership: A Franciscan Perspective», in Collectanea Franciscana 96 (2025) 325-345.
[2] Recentemente — soprattutto nella Dottrina Sociale della Chiesa, nella teologia della liberazione e nei movimenti sociali — l’espressione “leadership trasformativa” è stata utilizzata per sottolineare che lo scopo non è soltanto trasformare le persone nella migliore versione di sé stesse (come nella leadership trasformazionale), ma anche cambiare i sistemi nei quali vivono, orientandoli verso la giustizia e il bene comune.