L’11 ottobre 2026, il prof. Martín Carbajo-Núñez, OFM, presenterà il suo nuovo libro, "
Fratello Robot: Intelligenza artificiale e umanesimo francescano", presso la storica Mission San Luis Rey, a Oceanside, in California.
L’incontro è organizzato dall’Ordine Francescano Secolare, che, come ogni anno nel periodo autunnale, invita il prof. Carbajo-Núñez a incontrare la fraternità locale durante i mesi in cui insegna presso la Franciscan School of Theology.
Fratello Robot affronta una delle grandi sfide del nostro tempo: il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa. Queste nuove tecnologie stanno trasformando profondamente il nostro mondo, offrendo possibilità straordinarie, ma ponendo al tempo stesso importanti interrogativi sul futuro dell’essere umano, sulle relazioni sociali e sul modo in cui comprendiamo la libertà, la verità e la dignità della persona.
Per affrontare queste sfide, il libro mette in dialogo la tradizione intellettuale francescana, l’enciclica
Magnifica humanitas e la riflessione contemporanea sull’intelligenza artificiale.
La prima parte dell’opera mostra come la tradizione francescana abbia contribuito allo sviluppo della razionalità scientifica e tecnologica moderna. Questo processo ha reso possibili grandi progressi, ma ha anche favorito l’affermarsi di quello che oggi viene definito il paradigma tecnocratico, nel quale l’efficienza, il calcolo e il controllo rischiano di diventare i criteri predominanti per comprendere la realtà e lo stesso essere umano.
Come risposta a questa sfida, Fratello Robot propone un umanesimo della fraternità, ispirato a san Francesco d’Assisi. Questa prospettiva invita a porre la tecnica al servizio della persona e del bene comune e viene applicata a cinque ambiti fondamentali: l’epistemologia, la politica, l’economia, la cultura e l’ecologia.
L’incontro alla Mission San Luis Rey offrirà così l’occasione per riflettere su una domanda decisiva per il nostro tempo: come possiamo valorizzare le straordinarie possibilità dell’intelligenza artificiale senza permettere che la razionalità tecnologica diventi la misura di ciò che significa essere veramente umani?